Il Disturbo Borderline

Il Disturbo Borderline di Personalità è caratterizzato da un quadro variegato e complesso di sintomi: labilità emotiva, senso di vuoto, senso di abbandono, impulsività, comportamenti autolesionistici o suicidari, ideazioni paranoidi e rabbia eccessiva.

La diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità prevista nel DSM-5: il nuovo manuale fornisce ai clinici una descrizione del disturbo che non si discosta eccessivamente dalla diagnosi del DSM IV, ma che garantisce, grazie alla sua metodologia dimensionale, la possibilità di stabilire la “gravità” del disturbo borderline e delle aree specifiche dalle quali è caratterizzato.

Il Disturbo Borderline di Personalità sarà determinato da un criterio nucleare (A) definito da:

(1) una compromissione del funzionamento del sé, ovvero da un’immagine di sé instabile, sentimenti di vuoto/solitudine, instabilità negli scopi e assenza di progettualità;

(2) una compromissione del funzionamento interpersonale costituito dalla difficoltà di “vicinanza affettiva”caratterizzata da una pervasiva preoccupazione di essere rifiutati e abbandonati e allo stesso tempo dal timore che l’eccessiva intimità possa essere “minacciosa”.

Il secondo criterio (B), indagato solo se viene soddisfatto il primo, riguarda:

(1) affettività negativa, ovvero la labilità emotiva e la sintomatologia ansiosa e depressiva;

(2) disinibizione, espressa con la tendenza all’impulsività e con i comportamenti rischiosi;

(3) antagonismo, ovvero la tendenza pervasiva all’ostilità.

Tali tratti devono  inoltre essere relativamente stabili nel tempo (C), non imputabili a caratteristiche socio-culturali (D) o all’alterazione dovuta all’effetto di sostanze (E).

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